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Artiglio del diavolo

L'Artiglio del diavolo è una pianta originaria del Sud Africa. Questo nome particolare deriva dai piccoli uncini presenti sul frutto della pianta. I componenti attivi delll’ artiglio del diavolo sembrano essere gli arpagosidi, che si trovano nella radice secondaria

L’Artiglio del diavolo proviene in maggior parte dalla Namibia e in minima parte anche dal Sud Africa e dal Botswana.
L’artiglio del diavolo è stato utilizzato per secoli in Africa per curare la febbre, l’artrite reumatoide, pancreas, stomaco e intestino. Nei primi del ‘900, con l'occupazione della Namibia da parte dei tedeschi, l’artiglio del diavolo è stato importato in Europa.

Viene anche utilizzato per migliorare la digestione, poiché si dice che il sapore amaro del te all’artiglio del diavolo stimoli i succhi gastrici.

Impiego tradizionale dell'artiglio del diavolo:
- Mal di schiena;
- Dolori al collo;
- Artrite reumatoide;
- Artrite ossea;
- Tendinite.

Per questo motivo, stando ad uno studio riportato sulla rivista di Etnofarmacologia, la vendita dell’artiglio del diavolo in Germania è stata stimata sui 30 milioni di euro nel 2001, e pare rappresenti il 74% delle prescrizione mediche per reumatismi.

Ricerche sull’artiglio del diavolo
Una ricerca tedesca ha esaminato l’uso dell’artiglio del diavolo per dolori e tensioni muscolari alla schiena al collo e alle spalle. Nelle 4 settimane di studio 31 persone hanno assunto 480 mg per due volte al giorno e 32 hanno assunto un placebo. I risultati hanno dimostrato che c’è stata una significativa riduzione del dolore nelle persone che avevano assunto l’artiglio del diavolo.
Uno studio pubblicato nella rivista di Reumatologia faceva un confronto fra l’artiglio del diavolo e l’anti infiammatorio Vioxx (non più in vendita) per 6 settimane in 79 pazienti. L’artiglio del diavolo è stato più efficace dell’antinfiammatorio nella riduzione del dolore.
In una rivista Europea di Anestesiologia una ricerca di 4 settimane ha coinvolto 197 persone con mal di schiena con alto livello di dolore percepito. Ad alcune di queste persone è stato somministrato una dose di arpagosidi (artiglio del diavolo) ad altre solo un placebo. Le persone che hanno assunto l’artiglio del diavolo hanno avuto riduzione del dolore. L’artiglio del diavolo sembra dunque avere gli stessi effetti delle medicine anti-infiammatorie e produce cambiamenti anche nelle leucotrine, un gruppo di molecole coinvolte nei dolori infiammatori.

Metodi comuni d’assunzione
L’artiglio del diavolo si trova in capsule, tintura e in bustine da te.
Per infiammazioni e dolori è assunto nella forma di capsule o in crema da applicare localmente sulla zona da trattare. Sulla base delle ricerche effettuate, la dose giornaliera di artiglio del diavolo deve fornire almeno dai 25mg ai 50mg di arpagosidi al giorno. Nell'estratto secco lo si trova indicato sulle confezioni.

(Fonte:http://www.erbe-officinali.com)



ULTERIORI APPROFONDIMENTI

Nome Comune : Arpagofito o Artiglio del diavolo.
Nome Botanico : Harpagophytum procumbens.
Famiglia : Pedaliaceae.

Descrizione pianta :
Pianta:erbacea rampicante perenne.
Fusto:fusti striscianti che si originano da un unico tubero.
Fiori:dalle ascelle foglieri nascono fiori porpora, singoli.
Foglie:sono erette, picciolate, carnose e lobate.
Frutto: frutti lignificati ed appiattiti, lunghi 10-20 cm, sono provvisti di appendici a forma di uncini rivolti verso l’interno(da cui, secondo molti, deriva il nome artiglio del diavolo), sono aderenti alla terra. Tramite questii loro "artigli" si attaccano ai piedi degli animali che passano e sono così distribuiti nel territorio.
Radici:la pianta è provvista di una radice primaria, e di radici secondarie. La radice primaria è formata da un fittone che penetra verticalmente nel terreno e raggiunge una profondità di 80 cm-1mt; le radici secondarie dotate di protuberanze sono veri e propri organi di deposito: possono raggiungere un diametro di 6-20 cm di lunghezza e un peso di 600 g allo stato fresco. Queste radici si diffondono a raggio intorno alla pianta fino a 1,5 mt.

Parte utilizzata :radici secondarie.
Fioritura :fiorisce durante l'estate.
Periodo di raccolta :i tuberi vengono raccolti in autunno.
Dove si trova :è originaria della Namibia. Cresce nel deserto del Kalahari, nelle steppe della Namibia, nel Madagascar ed in Sud Africa.
Come si conserva :sinonimo di Artiglio del diavolo.
Principi attivi :i glicosidi: arpagoside, arpagide e procumbide.
Attività principale :l’arpagofito possiede proprietà antinfiammatorie, antireumatiche, analgesiche, sedative e diuretiche.
Tradizionalmente è stato utilizzato per i suoi effetti analgesici ed antipiretici, mentre l’uso moderno prevede il trattamento di patologie artritiche, reumatiche e della lombalgia. La radice infine, favorendo l'eliminazione dell'acido urico é utile nel trattamento della gotta.

In casa è un rimedio estremamente interessante in medicina veterinaria. Trova impiego nella artrosi del cane anziano, nelle patologie articolari di media gravità, nelle discopatie senza disturbi neurologici o nei disturbi successivi ad un intervento chirurgico.

- Avvertenze -
Non è consigliabile nel bambino al di sotto dei 12 anni, in gravidanza e durante l’allattamento.
Possedendo attività antiaritmica è meglio non associarlo a farmaci anti-aritmici. Potrebbe interferire anche con alcuni anticoagulanti, quindi è; sempre indicato parlarne con il proprio medico per evitare di potenziarne l'azione in modo incontrollabile.

Nota - queste notizie non intendono sostituire il parere medico che andrà consultato prima dell′assunzione e all′insorgere di un qualsiasi sintomo.

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